LA VISIONE PARZIALE

L’inganno di vedere della vita solo una piccola parte


Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede,
La mente non può sapere quello che il cuore sa,
L’orecchio non può sentire quello che il cuore sente,
Le mani non sanno dare quello che il cuore dà.

Temporale, Giovanotti

 

 

Uno dei meccanismi più difficili da accertare e che frena l’ascesa dell’individuo, è quello di selezionare dalla vita solo gli aspetti che fanno comodo.

Ci si fissa su un dettaglio, fino a non vedere altro che quello.

 

La “discriminazione” avviene sia per ciò che fa piacere, sia per ciò che non piace così tanto: non sempre l’anfratto scelto (il più comodo) è anche quello piacevole.

Questa (non)scelta, viene eseguita per lo più dalla parte inconscia dell’essere umano; coscientemente non lo farebbe nessuno.

 

Facciamo alcuni esempi:

se credete di stare antipatici ad una persona, sarete portati a vedere di essa solo gli aspetti che confermeranno la vostra scelta; se invece credete di piacerle, interpreterete i suoi atteggiamenti nei vostri confronti come “consenzienti”, indipendentemente dal comportamento che questa persona utilizza effettivamente con voi.

 

Nell’apprendimento di un insegnamento, una legge psicologica o universale, si verifica la stessa dinamica:

veniamo a conoscenza del fatto che alcuni nostri atteggiamenti sono frutto di una ferita, per esempio l’aver bisogno della compagnia di un amico per ovviare alla mancanza di attenzioni che i genitori vi hanno dato, e, nello stesso momento, realizzate di provare piacere a stare in compagnia del vostro amico, quindi sentite di tenerci particolarmente.

Per via del categorico meccanismo, ci si focalizza solo su uno di questi aspetti, tralasciando o eliminando la parte esclusa.

Avviene lo stesso per i consigli: si prendono solo le parti che già ci si aspetta di sentire o che vanno ad avvalorare una certa convinzione. Altrettanto avviene con tutti i vari aspetti della vita, delle possibilità lavorative alla quantità di bellezza che si riconosce.

 

(Vivi)sezionando la realtà, non è possibile scorgerla nella sua interezza. Questa parzialità è ciò che impedisce di vedere il fatto oggettivo, completo ed imparziale. Ovvero, nell’esempio fatto sopra, che: è vero che probabilmente vi avvicinerete al vostro amico principalmente per una vostra ferita interiore, ma ciò non toglie che vi siete avvicinati proprio a lui/lei e che quindi è avvenuto un riconoscimento più profondo.

 

Raramente si comprende la natura di questo riconoscimento, i più lo confondono con il riconoscimento di quella che viene chiamata l’anima gemella. La mal-comprensione avviene per via di un’esperienza particolare che di solito si vive: un forte bruciore in petto che si sente dei confronti di questa persona. Ma, nella maggior parte dei casi, l’ardore che si sente è dovuto al riconoscimento di una cara persona a noi molto affine, non per forza di un possibile partner. Può essere invece legato alla nostra Famiglia Animica di appartenenza.

 

Riassumendo: si riconosce un fratello, una sorella o un compagno d’armi dell’anima, anche se esso non ha alcun legame di parentela con voi, però lo si confonde per l’amore della propria vita.

È vero che può avvenire un riconoscimento molto più profondo, ovvero il “riconoscimento della propria Fiamma Gemella”, ma questi eventi sono unici, non rari.

 

Si tenderà quindi a considerare solo il meccanismo (bisogno di attenzioni) o solo il riconoscimento (che può essere confuso), travisando la completezza della situazione. Raramente si prendono entrambi in forte considerazione.

La conseguenza di questo meccanismo frattale è quella di catapultarvi nel sonno, sognando una realtà che non corrisponde a ciò che c’è e creando sensazioni e pensieri che, prima o poi, daranno frutti amari, poiché destinati a scontrarsi con la realtà ultima.

 

Il lavoro su di sé mira alla sana e sincera inclusività: la qualità che fa combaciare gli opposti e che misura il bilanciamento di ognuno, facendo sbocciare un terzo ente – ignoto alla mente – onninclusivo, dando nascita ad un tutto coerente.

 

Trascurare l’Osservazione incondizionata, neutra e al 100%, causa l’impossibilità di riconoscere l’inganno della visione settaria, illudendoci di vedere l’insieme.

 

Per godere dell’interezza di un puzzle, non si può evitare di toccarne tutti i pezzi.

 

Fabio Iacontino

 


 

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