LA LEGGE DI COMPENSAZIONE


 

 

Ci sono molte leggi che governano l’essere umano, sia fisiche che più sottili, e una di queste fondamentali è la Legge di Compensazione.

 

Mentre quelle fisiche si imparano a scuola, le Leggi Universali (esoteriche= interne, più profonde) invece, devono essere ricercate, studiate e riconosciute. Non sarà sempre così, un giorno non troppo lontano le leggi fondamentali – la legge di Evoluzione, quella di risonanza, di polarità, di compensazione, dello specchio, della mal-comprensione, di analogia e dell’ottava – saranno inserite nel consueto programma scolastico dai docenti che hanno a cuore la vita dei bambini, del pianeta e dell’evoluzione.

 

Sono ormai anni che all’interno dei Corsi di Risveglio espongo la Legge di Compensazione aiutandomi con la filastrocca “Questo il mondo fa girar” intonata da Mago Merlino a Semola (“La Spada nella Roccia”, cartone animato della Disney del 1963), e visti i risultati credo che non smetterò di canticchiarla.

 

Vediamo la canzoncina passo passo in chiave Alchemica e dal punto di vista del lavoro su di sé:

 

 

 

“Qui e lì,
e notte e dì,
questo il mondo fa girar.

Bianco e ner,
falso e ver,
questo il mondo fa girar.

Per ogni qua, c’è sempre un là,
Per ogni se, c’è sempre un ma,
Per ogni su, c’è sempre un giù,
Per ogni men, c’è sempre un più.

Più o men, vuoto o pien
questo il mondo fa girar.”

 

 

Già dalle prime righe Mago Merlino, con una precisione chirurgica, ci mostra il funzionamento – movimento sinusoidale – della Legge di Compensazione.

 

Ci indica semplicemente che se c’è un ⬆️, c’è sempre un ⬇️ e se c’è un ➖ , c’è sempre un ➕
, formando nel complesso una sinusoide che sale e scende.

 

Questo, tradotto nel pratico, significa che per ogni volta che siamo contenti, questa euforia deve corrispondere ad una dis-euforia, e ogni goccia di tristezza deve corrispondere a una goccia di felicità.

 

Essendo una Legge, come la forza di gravità, non ha moralità al suo interno, non è né giusta né sbagliata, è semplicemente una Legge. Se manco un gradino il mio corpo non sarà spinto lateralmente, ma la Legge dice che ruzzolerò giù per le scale, e non per una forza maligna che ce l’ha con me!

 

Non potremmo prendercela con la Legge (Forza) di gravità, lei si esprime comunque, che io ne sia cosciente o meno, ma se impariamo a conoscerla possiamo utilizzarla in modo costruttivo: il concetto del volo esiste grazie alla gravità, non nonostante ad essa.

 

L’innamoramento provato all’inizio di una relazione è proporzionale al dis-innamoramento (rabbia, sconcerto, depressione) che si prova alla fine del rapporto; la contentezza che si prova nell’affrontare l’uscita del sabato sera, è direttamente proporzionale alla voglia di far nulla, o addirittura alla frustrazione, che si sente la domenica; anche a livello fisico, tutto ciò che sta su, un giorno o l’altro, andrà giù e ogni inspirazione corrisponde ad un’espirazione.

 

Alla fine dell’incarnazione tutto deve tornare a “0”, quindi la personalità (il fisico, le emozioni, l’energia sessuale e tutto ciò che riguarda la mente) dovrà compensare ogni aspetto, prima o poi.

 

Questa compensazione può non essere diretta:

se salto la coda alla posta, non è detto che prima o poi qualcuno, in posta, mi passerà davanti, ma può essere che un collega a lavoro riceverà una promozione da me attesa, anche se è stato assunto da poco.

 

La compensazione riguarda l’intensità, non la durata, ovvero:

se tendo alla depressione e per gran parte della mia vita sono stato male a livello emotivo, questa intensità protratta negli anni verrà compensata, magari, tutta negli ultimi anni della mia vita, dove troverò l’amore e tutti mi vorranno bene.

In questo caso si crea un picco in alto nello schema sinusoidale, dove il volume creato dalla depressione negli anni, corrisponde al volume dall’amore provato, ma questa volta con un picco vertiginosamente alto e stretto. Vale lo stesso al contrario.

 

 

Ma Merlino, che non è un Mago da poco, dice anche che “questo il mondo fa girar”, poiché questa sensazione di “montagne russe” è anche ciò che ci fa sentire vivi.

 

E continua…

 

 

“sempre in alto mira e va,
esci dalla mediocrità.

Non star solo ad aspettar,
ciò che per caso puoi trovar.”

 

 

Da una prima lettura, la frase “sempre in alto mira e va”, sembra indicarci che bisogna puntare sempre ad essere felici, altrimenti non si “esce dalla mediocrità”, ma questa lettura è un po’ stonata, manca qualcosa.

 

Dal punto di vista della scala dei corpi, quelli che riguardano la personalità 🔲 : il Fisico, l’Emotivo e il Mentale (F, E, M), sono corpi che stanno sotto, più in basso, rispetto ai corpi dell’Anima ⛤: la Volontà Divina, l’Amore Puro e l’Intelligenza Attiva (V, A, I); quindi Merlino ci dà un’indicazione tecnica, ovvero: non giudicare questa funzione della legge che agisce sulla personalità (F, E, M), piuttosto mira in alto, punta ai corpi più elevati, all’Anima. Cerca di Sentire che Tu sei colui che Osserva il funzionamento della Legge sui corpi, colui che sente il pianto, non colui che piange; colui che sente l’euforia, non colui che è euforico.

 

Essere “mediocre” concerne la mancata volontà di tendere in alto (V, A, I), l’essere tiepidi che diceva Gesù, e di obbedire ciecamente – incoscientemente – al pensiero comune (medio-cre) che la maggior parte della popolazione utilizza: “è ovvio che sto male, prima stavo così bene con lei/lui! Vorrei vedere te nella mia situazione!”

 

Se miriamo all’Anima, all’Essenza, solo però partendo dal Sentire, allora “non staremo soli ad aspettar ciò che per caso possiamo trovar”!

Il “caso” rappresenta l’essere in balìa delle situazioni della vita. Purtroppo molte volte “vita” e “caso” vengono utilizzati come sinonimi. Si ha la percezione che queste situazioni, “il vuoto e il pien”, vengano trovate “per caso” durante il cammino: “a volte va bene e altre va male” – “è andata così.. pazienza”, togliendo ogni sorta di responsabilità all’individuo, che si riduce ad un effetto del mondo, cedendo di fatto la Re-sponsabilità ad esso, invece che divenire Re del suo Regno (interiore si intende).

 

Se miri in alto esci dalla mediocrità e non ti accontenti del “caso”, sempre partendo dall’Osservazione neutra e dal Sentire, ti stai avvicinando all’Anima, che non è soggetta alla legge di compensazione, poiché partecipa dell’Unità. L’Anima non è positiva o negativa, non è neutra, ma è un Fuoco Superiore e non ha opposti. È come se la sua “linea” nella sinusoide uscisse fuori dal grafico in perpendicolare. Ha una dimensione in più, non compresa dalla personalità.

 

 

“Se metti buona volontà,
il mondo tutto ti darà,
però se tu non rischierai,
nulla mai rosicchierai.”

 

 

Qui Merlino diventa molto tecnico.

L’utilizzo della Volontà presuppone un gran lavoro su di sé, poiché si tratta principalmente della Volontà nell’Esserci, e non della volontà nel fare.

Ci spiega che se in ogni situazione, nel calo o nell’ascesa, abbiamo imparato a Ricordarci di noi, avremo la possibilità riconoscere e Sentire il Cuore (l’Amore Puro) presente all’interno di ogni esperienza, bella o brutta che sia. Più vivo una situazione poco piacevole in Presenza e di Cuore, più ho la possibilità di vivermi in Presenza e di Cuore una situazione piacevole, interrompendo così il segnale ipnotico che mi impedisce di Vivere coscientemente ciò che si sviluppa all’interno di me.

 

Il Mago non incita a “volare basso” come molti possono intendere, così da soffrire meno… ma anche gioire meno! Piuttosto sprona ad Agire per avere tutto ciò che il mondo e la Vita ci offre di istante in istante. Però è un rischio perché le sensazioni, grazie alla Presenza e al Ricordo di sé, saranno un po’ più amplificate e potrebbero risultare anche molto forti. Ma d’altronde è risaputo che chi non va oltre i propri limiti non potrà ottenere più di quello che ha ottenuto finora, e come direbbe Meg nella canzone ‘Simbiosi’: “se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in là, i sogni non coincideranno mai con la realtà.”

 

Merlino quindi consiglia di ampliare i nostri limiti, di uscire dalla nostra zona di comfort, grazie all’utilizzo della Volontà di Esserci, con costanza e dedizione.

 

 

“Questo il mondo fa girar.
Ed anche tu ti accorgerai,
che ogn’or difenderti dovrai.

E per non farti conquistar,
dovrai il cervello adoperar,
perché in natura ben si sa,
il forte il debole sopraffà.

Gatto e uccel,
lupo e agnel,
questo il mondo fa girar.”

 

 

Da cosa ci dobbiamo difendere?

La macchina biologica (F, E, M) ha meccanismi molto complessi e molto ammalianti, tutti funzionali per la sopravvivenza dell’apparato psicofisico. Quindi ogni reazione fisica, sensazione e pensiero che produrrà la macchina, sanno permeati dalla paura; principalmente dalla paura di morire.

Dall’identificazione con la personalità – il credere di essere solo un corpo, delle emozioni e dei pensieri – ne esce fuoriesce, in comportamento e atteggiamento, una bestia feroce, pronta a fare di tutto per difendersi e sopravvivere. Per questa ragione Merlino dice di adoperare ciò che sta al di sopra dei corpi: il cervello, ovvero l’Intelligenza Attiva. Consiglia di essere Scaltri come serpenti, sempre sotto comando del Cuore, ma più scaltri di noi stessi, poiché la naturalità dell’uomo (F, E, M) punta agli aspetti più primitivi legati alla sopravvivenza, al possesso morboso e al piacere personale.

Se ci si identifica con la bestia-uomo (F, E, M) e si crede di essere solo questo, la personalità prende il dominio sull’Anima, la aggredisce o la offusca, e non le consente di esprimersi ed espandere la Sua Luce. A questo si riferisce Merlino quando dice “il forte il debol sopraffà”: l’ente che più è stato nutrito sarà più forte e sovrasterà in grandezza il secondo. Spetta a noi, nelle piccole cose e con la costanza del Ricordo, scegliere quale nutrire di più.

 

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Grazie a Mago Merlino, nell’infanzia, ho imparato una gioiosa e preziosissima lezione, e tra le altre cose, mi ha insegnato che la semplicità è il frutto di una complessa ricerca, a volte anche dolorosa.

Si può imparare tanto da ogni singola situazione della vita, anche la più inaspettata, se solo ci Ricordassimo di noi.

 

Fabio Iacontino

 

P.S.: Siete riusciti a non canticchiare mentalmente la filastrocca mentre ne leggevate il testo?


 

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